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Il Successo, l’inganno di Maya e l’evoluzione dell’anima – riflessioni

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Il Successo, l’inganno di Maya e l’evoluzione dell’anima – riflessioni

Con umiltà e uno spirito altruista, mi accingo a esplorare un tema che tocca profondamente ognuno di noi.

Parliamo di quella che è la grande impresa dell’esistenza umana, il cui significato si insinua nei recessi più profondi della nostra coscienza durante il nostro breve viaggio su questo pianeta: il successo.

Abbiamo tutti un desiderio innato di successo, ma ci siamo mai fermati veramente a riflettere su cosa significhi raggiungerlo?

Comunemente, il successo viene associato al potere, alla fama e al benessere che un individuo riesce ad accumulare nel corso della propria vita. I media sono pregni di esempi che dipingono il successo con volti ben noti: attori, cantanti, sportivi, imprenditori e modelle riempiono incessantemente i nostri schermi, creando un’immagine preconfezionata di ciò che significa raggiungere il successo.

Troppo spesso sfugge il vero significato dietro il raggiungimento del successo.

Anni di impegno incrollabile, sacrifici senza fine e sofferenze nascoste sono le spine che punteggiano la strada verso la tanto desiderata corona dorata. Le nostre energie, puntate come frecce verso un bersaglio lontano, ci vedono impegnati ogni giorno, anno dopo anno, costantemente affannati come muli da traino, correndo avanti e indietro e lavorando senza sosta. Per molti, il successo rimane un miraggio irraggiungibile nonostante gli sforzi incessanti. Tuttavia, alcuni si accontentano di una soddisfazione superficiale, misurando il loro benessere esclusivamente in termini di crescita finanziaria. Dimenticano così di guardare oltre il saldo in banca, ignari del modo in cui stanno consumando la loro preziosa vita. Impegnati in lavori estenuanti, trascorrono giornate di dieci ore in frenetica corsa, con pause veloci per ingoiare un panino e poi di nuovo in corsa verso il lavoro.

Non c’è nulla di sbagliato nell’investire il proprio tempo, le energie e risorse per costruire una vita migliore; sono sacrifici necessari. Ogni uomo e donna ha il dovere di provvedere al proprio sostentamento, ma quando ci perdiamo nell’illusione di una vita puramente materiale, ci troviamo intrappolati nella Grande Illusione, racchiusa nella parola sanscrita Maya. Dimentichiamo così che il più importante scopo della nostra esistenza è compiere la grande opera della realizzazione spirituale, e non dunque correre come cani matti dietro al successo materiale. In questo modo, rimaniamo legati alla dimensione materiale, generando ancora più legami karmici che ci costringono a ripetere il ciclo delle incarnazioni.

Secondo i Veda, la vita umana è considerata preziosa e rara, e dovremmo metterla al servizio dello spirito. Questo non significa negare le necessità del corpo, ma limitare le attività che non sono allineate con questo scopo superiore.

È importante prestare attenzione al potente inganno di Maya, l’illusione che esercita un’influenza straordinaria e quasi impossibile da comprendere appieno (figuriamoci da superare), se non attraverso la volontà ferma di intraprendere un cammino spirituale autentico che ci conduca al di là di Essa. È testimone di ciò il fatto che miliardi di persone nella nostra civiltà sono interamente immerse nel soddisfare i propri bisogni materiali, sia per sé stessi che per le proprie famiglie.

Anche se con grande fatica si raggiunge una certa stabilità materiale, e ci si sente appagati nel presente momento grazie a una posizione lavorativa soddisfacente, una famiglia amorevole e una bella casa, tutto questo si sgretola quando il nostro corpo fisico cessa di funzionare.

Quando la morte fisica sopraggiunge, siamo costretti a lasciare tutto ciò che abbiamo accumulato in questa vita e a passare alla prossima piattaforma esistenziale senza conoscere con certezza quale sarà il nostro destino.

Tuttavia, una cosa è chiara, non solo nella cultura vedica ma anche in altre tradizioni che si occupano della scienza dello spirito, una vita vissuta unicamente per soddisfare i bisogni materiali, compresi i legami sentimentali che abbiamo avuto con gli altri, senza mai dedicare le nostre energie, pensieri e azioni a un autentico processo spirituale, è una vita vissuta inutilmente.

Secondo queste tradizioni culturali, si ritiene che siamo qui per imparare e assimilare lezioni importanti che ci permetteranno di progredire evolutivamente verso uno stato di maggiore consapevolezza spirituale di vita in vita. Rimanere attaccati esclusivamente alla concezione materialistica dell’esistenza non solo non contribuisce al nostro sviluppo spirituale, ma rischia addirittura di bloccare il nostro avanzamento. È come se ci affondassimo sempre più in un pantano che ci trattiene dal raggiungere le vette spirituali che possiamo intravedere ma che rimangono al di là della nostra portata finché non lasciamo andare il peso delle nostre ambizioni puramente materiali. Accade solamente quando solleviamo il nostro sguardo e ci rivolgiamo verso il sacro sentiero dello spirito che possiamo sperare di raggiungere le altezze che l’anima desidera ardentemente, cioè seguire l’originale progetto per il quale il nostro spirito si è incarnato.

Per Approfondimenti, potete trovare utile questa breve ma profonda lettura sul significato della vita e del vivere, cliccando al link di seguito: La Strada per il Risveglio

Articolo scritto da Marco

 

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