La Dieta del Genio – da Pitagora ai giorni Nostri

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LA DIETA DEL GENIO

Lo sapevate che la dieta vegetariana in antichità veniva chiamata “Pitagorica”?

Fu proprio il celebre matematico e filosofo greco Pitagora a fondare una scuola di pensiero inspirata alle filosofie orientali, aperta a tutti, persino a donne e stranieri (per quel periodo era un evento rarissimo).

Tra i vari principi che si dovevano rispettare, c’era quello di astenersi dal consumo di carne.

Tuttavia, Pitagora non fu il solo, tra i grandi pensatori del passato, ad adottare una dieta vegetariana. Personaggi come Platone, Seneca, Plutarco e tanti altri ancora, condividevano pienamente questo principio perché ritenuto sano ed indispensabile per il proseguimento dei loro fini. Pitagora considerava coloro che uccidevano gli animali e ne mangiavano le carni, più inclini dei vegetariani a massacrare i propri simili.

Tra i grandi pensatori vegetariani abbiamo anche il genio Leonardo da Vinci che si distingueva, tra i personaggi del suo tempo, per la pietà verso gli animali. Egli infatti dichiarò:” Verrà il tempo in cui l’uomo non dovrà più uccidere per mangiare, ed anche l’uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto.”

Ma Leonardo da Vinci non è l’unico genio ad aver adottato, fin da piccolo, questo regime alimentare che sia per ragioni etiche che biologiche considerava superiore. Albert Einstein riteneva la dieta vegetariana uno dei mezzi più indispensabili per la sopravvivenza della specie umana. Egli infatti, in uno dei suoi discorsi, affermava che “Nulla darà la possibilità di sopravvivenza sulla terra quanto l’evoluzione verso una dieta vegetariana.”

Le Hall of Fame degli scienziati interessati a promuovere un’alimentazione salutare come base di una società maggiormente orientata al benessere, hanno tra i loro onorevoli personaggi Nikola Tesla (uno dei più grandi inventori del nostro secolo e forse di sempre), il quale scrive in Century Illustrated Magazine, (giugno 1900): E’ certamente preferibile coltivare vegetali, e credo quindi che il vegetarianismo sia un allontanamento raccomandabile dalla radicata barbarica abitudine. Che si possa vivere di alimenti vegetali e compiere il proprio lavoro ancora meglio non è una teoria, ma un fatto ben dimostrato. Molte razze che vivono quasi esclusivamente di verdure sono di corporatura e forza superiori. Non c’è dubbio che alcuni alimenti vegetali, come la farina d’avena, sono più economici della carne, e superiori ad essa per prestazioni meccaniche e mentali. Tali cibi superiori, inoltre, gravano decisamente meno sui nostri organi digestivi e, rendendoci più contenti e socievoli, producono una quantità di bene difficile da stimare. Alla luce di questi fatti, tutti gli sforzi dovrebbero essere fatti per fermare lo sfrenato e crudele massacro di animali, che è distruttivo per il nostro morale.”

Il premio Nobel per la letteratura George Bernard Shaw, che fu scrittore, drammaturgo, linguista e critico musicale irlandese, evidenziò il legame che c’era tra comportamento e l’effetto fisico tangibile nella società quando diceva: “Come possiamo aspettarci delle condizioni ideali sulla terra quando siamo i becchini viventi di animali uccisi?”

Ad aver intuito questa profonda relazione tra azione morale od immorale, e reazione o manifestazione di effetti ed eventi che colpiscono sia gli individui che la società che le ha originate (in antica lingua sanscrita questo processo viene chiamato KARMA) c’è anche Lev N. Tolstoy, il famosissimo scrittore russo autore di capolavori come Guerra e Pace e Anna Karenina, il quale affermò: “Fino a quando ci saranno macelli, ci saranno anche campi di battaglia.”

 

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Tra i nostri Medici vegetariani più famosi bisogna senz’altro considerare L’oncologo Umberto Veronesi, fondatore dell’Istituto Europeo di Oncologia, che più volte ha ribadito la necessità di adottare una dieta orientata verso il consumo di cibi di origine vegetale, per migliorare la salute ed evitare di essere colpiti da gravi malattie ma, soprattutto, nel rispetto dell’animale.

Purtroppo, a causa dei metodi di produzione degli allevamenti intensivi che sfruttano crudelmente gli animali per ricavarne il latte industriale, oggi anche la dieta vegetariana (che prevede consumo di uova e latticini) deve essere messa sotto attento scrutinio. Si rende sempre più necessaria da parte del consumatore una maggiore attenzione nella selezione dei prodotti caseari sul mercato, preferendo quelli che aderiscono a normative e pratiche produttive più etiche ed ecosostenibili.

La scelta di aderire a una stile di vita Vegano o Vegetariano è del tutto personale.

Però, fermiamoci a ragionare un momento.

L’essere umano ha una struttura biologica (dai denti agli arti e così via) che sembra disegnato per un’alimentazione prettamente vegetariana, con bassissimo consumo di carne. Noi non abbiamo la stessa dentatura dei veri carnivori, né gli artigli. In un duello, persino contro una mucca (che pesa diversi quintali) avremmo davvero poche chance di farne il nostro pasto (ho avuto la fortuna nella mia vita di pascolarne qualcuna, è un animale profondamente connesso con la natura e i suoi figli).

La dieta macrobiotica, che prevede anche l’assunzione di carne (saltuariamente), raccomanda che i nostri pasti giornalieri dovrebbero essere consumati a partire da un cibo caldo, come una zuppa o un tè verde, un cereale, verdura cruda e cotta e un tipo di legume per pasto (ceci, lenticchie, azuki, seitan etc.)

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Noi proveniamo dal vegetale, e da esso prendiamo il nostro essenziale e principale nutrimento.

Ovviamente le regioni con un clima mite o caldo (in questo caso scendendo dal sud Italia all’Africa), sono le più fortunate, poiché la natura fornisce varietà di cibi (tra frutta, cereali e verdura) che da soli soddisfano il fabbisogno giornaliero di un essere umano.

Popolazioni in climi estremamente freddi, invece, vanno considerate a parte. Una dieta strettamente vegetariana, in quel caso, potrebbe nuocere alla salute.

In ogni tempo, per ogni civiltà, c’è stato un cibo e un’usanza.

In Oriente si è fatto un gran uso di riso (integrale), Orzo e Miglio. Considerati cibi sacri, consumati dal Buddha e Krishna. Queste popolazioni sono state per millenni le più longeve e in salute. Poi, a causa delle invasioni da parte dell’occidente, questa tendenza è andata a perdersi. Il riso integrale (ricco di tutti i nutrienti necessari al corpo e al cervello) è stato sostituito con il riso bianco (raffinato, con pochi minerali e acidificante). E il riso è solo un esempio.

Gli antichi romani citano l’Orzo. L’orzo per secoli è stato il cibo prediletto di uno degli Imperi più forti e dominanti del Pianeta Terra.

Il corpo umano è in grado di adattarsi a molte situazioni, persino a mangiare l’eccesso di carne di cui abusiamo. In Sud America esistono ancora oggi popolazioni longeve che non sono vegetariane, ma grazie a dei processi biologici unici, possono sopportare meglio di noi l’eccesso di carne.

Dato che questo articolo è rivolto a coloro che lo possono leggere in Italiano, voglio farvi sapere che noi, come popolazione, non rientriamo in quei casi.

Ci stiamo ammalando di malattie impossibili persino da nominare, che in antichità erano rarità (e non solo perché eravamo di meno). Oggi il diabete è una piaga da 500 milioni di casi clinici (tra diabetici e pre-diabetici).

Il cancro è un’altra di quelle piaghe di cui si dice non si trovi una soluzione. Ma la soluzione è stata scoperta quasi un secolo fa, grazie al premio Nobel Otto H. Warburg (Premio nobel per la scoperta della glicolisi aerobica delle cellule tumorali – studi che sono stati taciuti a lungo e solo recentemente riconsiderati), che ne individuò la causa.

Una dieta altamente incentrata su cibi acidi, costringerà il nostro corpo a lavorare maggiormente, a controbilanciare costantemente i nostri eccessi (è un processo che si riferisce all’omeostasi).

Il nostro sangue, per esempio, ha un Ph di 7.3/4. Noi sopravviviamo finché questo Ph si mantiene stabile. Tuttavia, cibi molto acidificanti (come insaccati, prodotti in scatola, fritture etc.) lo destabilizzano, costringendo gli organi interni e il nostro sistema nervoso centrale intervenire. Il cancro così appare dopo diversi anni, e sopravvive proprio in queste situazioni di acidificazione e poca ossigenazione cellulare, prosperando, dilagando nel nostro corpo.

Non vogliamo promuovere una dieta alcalina, poiché il giusto sta nel mezzo.

Cereali e verdure hanno un’ottima bilanciatura tra alcalino e acido, così come i legumi (che bisogna imparare a cucinare con l’alga kombu e il miso, oppure con il Tamari.)

La bistecca è un piatto succulento. Tuttavia è anche un piatto con un enorme impatto ambientale e un enorme impatto chimico (per quanto riguarda i nostri processi biologici).

Lo sforzo e lo spreco di risorse che vengono effettuate ogni giorno per costringere milioni di animali a vivere in fattorie dell’orrore, ammassati, costretti a stare in gabbie strette, dalle quali non possono girarsi, stesi nelle proprie feci, separati dai propri cuccioli, è un metodo che una persona intelligente dovrebbe aborrire.

Quella non è umanità.

La terra è per tutti, non solo per gli esseri umani. La natura (oppure Dio) non ha creato questo “Eden” specificatamente per l’uomo, ma ha messo i pesci negli oceani, i mammiferi sulla terra, i gabbiani sulle rive dei mari e così via (ora l’ho descritta in maniera elegante).

Noi viviamo perché respiriamo. L’aria è il primo cibo. Eppure disboschiamo.

L’acqua è il nostro secondo cibo. Eppure inquiniamo ogni specchio d’acqua (dai mari ai fiumi).

La terra è il nostro terzo cibo, e la terra significano i cereali e le piante. Eppure la desertificazione avanza, causata dalle monocolture e da quello che chiamiamo progresso ma che, poi, si traduce in altra “cementificazione”.

Perché?

Se siamo una specie intelligente, perché non ci fermiamo? Perché non cambiamo?

La carne è buona. Sì, con sale e pepe si fanno miracoli.

Questa non può essere più una giustificazione.

Noi possiamo essere quel grande cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.

Continua…

Articolo di Marco Valvo con la collaborazione di Marcello Iori

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