Potere e Simbologia: le cose che influenzano la nostra mente

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Simbologia e potere

Credere nel potere dei soldi è estremamente utile poiché, questi pezzetti di carta elaborata, adornati con scritte e simboli bizzarri, ci permettono di acquistare quello di cui abbiamo bisogno. Tuttavia, sempre di semplice carta stiamo parlando.

Ma allora cosà rende il potere di questi fazzoletti variopinti così reale?

Semplice, il fatto che abbiamo deliberatamente super imposto loro un valore simbolico che ci permette di utilizzarli in una maniera del tutto speciale ma concreta. Oltretutto, la loro quantità distribuita nel mondo, li ha resi indispensabili.

Negli anni 80, come ogni altro bambino di quella generazione, venivo costantemente ipnotizzato dal celebre cartone HE-MAN e I DOMINATORI DELL’UNIVERSO. Ciò che rendeva questo cartone superiore agli altri era che, oltre all’incredibile fusione di elementi fantasy con tecnologia futuristica e magia, ogni puntata aveva lo scopo di insegnare al ragazzino/a dei valori morali. Immedesimarsi in He-MAN significava interiorizzare quei valori, farli propri.

Penso quanto sia servito questo cartone a tutti quei bambini che non hanno avuto dei genitori, oppure li avevano ma non costituivano dei modelli di cui andare molto fieri.

HE-man, pur essendo un personaggio di fantasia, produceva degli effetti positivi, reali e concreti nella vita del bambino che, guardando il cartone animato, inevitabilmente ne veniva influenzato. Diventava così un simbolo di forza e virtù su cui il bambino poteva contare per superare le paure e le difficoltà.

Ma veniamo alla matematica.  La “scienza” dei numeri che ha permesso di far nascere complessi sistemi economici, finanziari ed evolvere tecnologie meravigliose. Questo complesso metodo di ragionamento attraverso l’uso di numeri e simboli chiamato matematica, è molto più presente nella nostra vita quotidiana di quanto possiamo pensare. La matematica ti circonda appena valichi le porte automatiche del tuo supermercato preferito. Le porte e i passaggi di sicurezza che trovi all’ingresso del supermercato sono costituiti di sistemi elettronici che non avrebbero potuto essere concepiti senza la matematica.

Il famoso codice a barre presente in tutti i prodotti che compri, oppure la carta di credito con cui paghi la spesa, sono tutti legati alla matematica.

 

Ma ti sei mai chiesto come sia possibile che tutto questo sia il frutto di qualcosa che non esiste?

 

Eh già, la matematica applicata alla tecnologia non è mica reale, è un metodo di calcolo strutturato e organizzato in modo ipotetico-deduttivo (assiomi, definizioni, teoremi, linguaggi simbolici etc) i cui concetti sono purò frutto della mente umana. Eppure, produce effetti reali e concreti sulla realtà in cui viviamo tutti i giorni.

Dopo questa lunga premessa, ora mi sento maggiormente tranquillo nell’azzardare l’idea che il sistema energetico dei chakras, reso famoso dalla pratica di Kundalini yoga (un’autentica disciplina spirituale che risale ad almeno più di 2000 anni fa), anch’esso molto probabilmente non è reale, tuttavia è in grado di produrre effetti reali.

Tralasciando il fatto che le illustrazioni dei chakra come centri luminosi che riflettono i colori dell’arcobaleno resi popolari dalla new-age, non sono per nulla in accordo con le sue origini antiche, molti praticanti yoga moderni credono che i chakras esistano veramente all’interno del corpo. Tuttavia, nella mappatura energetica del sistema nervoso antico indiano, i chakra non sono presenti. Il che vuole dire che i chakra, diversamente dai Nadi o canali sottili energetici, non sono coinvolti nella distribuzione del Prana o energia vitale nel corpo.

Possiamo dedurre che la simbologia dei chakra abbia un ruolo ben diverso da quello comunemente accettato, poiché non considerata come parte integrante della realtà energetica-oggettiva descritta nei testi indiani ma, proprio come i soldi, He-man e la matematica, pur non essendo reale, abbia la capacità di produrre effetti reali.

I chakra quindi appartengono a una metodologia, o sistema ritualistico-simbolico, che ha come obbiettivo quello di aiutare il praticante nella meditazione utilizzando un processo simile a quello utilizzato per la moneta, ovvero di super imporre deliberatamente valore monetario a dei pezzetti di carta per produrre un effetto utile e concreto.

Questo articolato simbolismo energetico diventa così un potente e utile strumento per la meditazione e contemplazione.

Quindi, il simbolismo dei chakra non va considerato alla stregua di quello dei Nadi. I Nadi nel Kundalini yoga rappresentano dei tratti, o canali sottili, attraverso i quali il prana (l’energia vitale) circola permanentemente nei diversi corpi dell’essere umano.

I Nadi, secondo l’antica mappatura energetica indiana, sono innumerevoli, di cui tre principali e altri settantadue mila secondari; in quella cinese, in cui vengono chiamati meridiani, ne prevede circa dodici primari, circa sessanta secondari e un altrettanto vasto numero di canali minuscoli.

Essi pur non essendo tangibili sono reali.

Per rendere più chiara l’idea della differenza tra tangibile e non tangibile, facciamo un esempio.

Il cervello è la parte tangibile mentre la mente è la parte non tangibile della stessa realtà oggettiva. Di sicuro, posso toccare con mano, misurare ed esaminare il tuo cervello ma non posso fare altrettanto con la mente. Se ti chiedo di mostrarmi la tua mente non puoi farlo, perché la mente appartiene a una forma di energia più sottile e, quindi, non tangibile ma senza dubbio reale; se non fosse così non potresti leggere questi articoli, immagazzinare nuove informazioni e trarne conclusioni.

Diverso è il discorso quando qualcosa non è reale. Ciò significa che non ha fondamento nella realtà dei fatti, tuttavia, in alcuni casi, credere nella sua esistenza può comunque influenzare concretamente gli eventi reali.

 

Guardandoci intorno ci dovremmo rendere conto quanto sia sottile il filo che unisce reale dall’irreale, tra ciò che ha valore (reale) e non ne ha. Se bruciassimo i soldi, o se (come è già accaduto in passato) qualche migliaio di persone decidesse di ritirare i propri soldi dalle banche, quel sistema che ci appare così reale, cadrebbe, fino al punto di estinguersi.

Quello che ci chiediamo è: cosa è reale?

Ognuno potrebbe dare la propria risposta. Per un bambino di 6 anni, He-man era molto reale, lo portava nei sogni, nei gesti, nelle storie che creava con i giochi.

È reale il dolore. Eppure, basta una piccola modifica al cervello, per renderlo nullo.

Gli oggetti dei sensi, soprattutto quando parliamo di tecnologia, sono reali poiché hanno una funzione a cui abbiamo dato un valore. Deperiscono, vengono gettati via, spesso non durano quanto la vita di un essere umano, altre volte restano per centinaia di anni, difficili da smembrare o riciclare (la plastica ha bisogno di diversi secoli, si divide in pezzi sempre più piccoli, sino a dissolversi).

Carl Jung e altri esperti del settore della psicologia, han rimarcato l’importanza degli archetipi, di come il cervello di epoca in epoca si nutra non solo dell’aria e del cibo, ma anche di immagini. E le immagini, ben più del cibo, trovano altri meccanismi biologici dove farsi digerire, e restano dentro di noi, segnando il cammino della nostra vita.

Il valore di qualcosa è dato dall’importanza che ne fa il contesto sociale. Ma usciti da quel contesto, o visto dagli occhi di chi ne abita uno diverso, il valore assume un’altra forma, fino a scomparire.

 

 

Di Marco Valvo con la collaborazione di Marcello Iori

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