Proteine animali e altre calamità

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Albert Einstein disse che non è possibile poter risolvere un problema usando lo stesso livello di consapevolezza che lo ha creato.

 Questa frase non è mai stata così tanto significativa per l’epoca attuale fatta di sfide, presenti e future, che coinvolgono non solo la nostra comunità ma tutto il pianeta e il suo ecosistema.

La nostra civiltà è ormai giunta a un punto critico.

Detto francamente, non possiamo più permetterci di continuare a fare scelte sbagliate, non possiamo più continuare a ignorare i segnali stradali che avvertono l’imminente rottura degli equilibri naturali con conseguenze gravissime che minacciano la nostra sopravvivenza. Siamo in un faccia a faccia con qualcosa che ci sta chiaramente dicendo che dobbiamo cambiare, un qualcosa però che genera fastidio in noi, perché in fondo noi non vogliamo cambiare, vogliamo rimanere nel comfort zone, e questo costituisce il vero problema.

Tuttavia, se prendiamo la teoria dell’evoluzione per vera, i suoi stessi meccanismi propongono che tutti gli esseri viventi, inclusi noi umani, devono sempre, prima o poi, portarci fuori dalla zona di comfort, spingendoci di fronte a territori sconosciuti in un nuovo adattamento evolutivo, altrimenti la specie restia al cambiamento, si estingue.

Sappiamo bene che proporre dei modelli comportamentali diversi, anche se migliori e di gran lunga più ecosostenibili, a gruppi di persone o comunità con abitudini ben radicate da secoli, è un’impresa difficile e controversa. Qui, però, stiamo in realtà parlando di un grave problema di gestione delle risorse del pianeta.

Secondo dati ufficiali, l’Italia è il 4° produttore di carne bovina (10,2%) dopo Francia (18,4%), Germania (13,9%) e Regno Unito (11,6%).

A livello mondiale uccidiamo all’anno un numero di animali circa venti volte la popolazione umana. Gli scienziati di tutto il mondo (quelli onesti), hanno lanciato più volte un appello agli Stati (ma anche un monito) affinché, entro il 2030, essi dichiarino di aver raggiunto il ‘picco di bestiame’ per poi passare alla riduzione della produzione per far fronte all’emergenza climatica; nonostante ciò, gran parte della popolazione rimane ancora indifferente.

Lettera degli scienziati su Lancet – chiedono delle azioni concrete anche in vista del vertice sul clima delle Nazioni Unite a Madrid:

“Per contribuire a ridurre il rischio di innalzamento della temperatura globale oltre 1,5 gradi centigradi o 2, – scrivono gli scienziati – chiediamo ai paesi ad alto e medio reddito di integrare delle misure nei loro impegni per rispettare l’accordo di Parigi, dal 2020 in poi.”

 “La domanda di cibo aumenterà enormemente man mano che la nostra popolazione si espande verso i 10 miliardi”, ha affermato Matthew Betts alla Oregon State University, negli Stati Uniti. “La riduzione della domanda umana di proteine ​​animali rallenterebbe notevolmente il tasso di perdita globale delle foreste, con enormi vantaggi per la biodiversità e i servizi eco-sistemici, oltre allo stoccaggio del carbonio.

La diffusa ideologia del carnismo, che sopravvive ancora oggi e che porta le persone a supportare l’uso e consumo di carne e altri prodotti animali, si può paragonare a un dogmatismo religioso basato interamente sulla violenza.

Alla base di questa cultura della violenza, troviamo diverse giustificazioni che hanno un unico principio comune: ignorare la sofferenza inflitta agli animali e le conseguenze disastrose che questa pratica ha sul nostro ambiente.

Esploriamo brevemente come il diffusissimo sistema di credenze del carnismo giustifica moralmente la pratica dell’uccidere sistematicamente e a sangue freddo animali per consumarne la carne.

1) La carne è indispensabile per la salute.

Sfatiamo subito il mito della carne necessaria per la sopravvivenza del nostro organismo. Questa è pura propaganda di massa orchestrata dalle grandi industrie della carne. Scientificamente parlando, se si aderisce a una rigida dieta vegana bisogna solo fare attenzione a eventuali carenze in vitamina b12.

L’agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc), attraverso le colonne di The Lancet Oncology, ha dichiarato: «Le carni processate entrano a far parte del gruppo 1 delle sostanze cancerogene», si legge nel rapporto. Significa che i salumi sono stati inclusi nel gruppo delle sostanze per cui è stato stabilito con certezza un nesso causale con lo sviluppo di tumore (ne fanno parte anche alcol, amianto, arsenico e fumo di sigaretta). Risultano come probabile cancerogeno per l’uomo (gruppo 2A), invece, le carni rosse fresche: ovvero quelle derivate dal maiale, dai bovini, dal cavallo e dall’agnello.

2) Fa parte dell’ordine naturale

Un‘altra delle giustificazioni più diffuse è quella di paragonare l’uomo a un semplice animale. Vediamo animali carnivori uccidere altri animali per sfamarsi, perché non dovremmo fare altrettanto? Perché non possiamo comportarci anche noi come altre bestie? Sembra che questo sia l’ordine naturale imposto dalla natura. Intanto, però, quando parliamo di altro, mai vorremmo paragonarci (come intelligenza, comprensione etc.) a un soggetto della grande famiglia del Regno Animale. Questa giustificazione, dunque, è basata sulla teoria Darwiniana dell’evoluzione la quale fatica a sostenere prove scientifiche decisive. Se non ne sapete abbastanza, fate le dovute ricerche sui fossili e osservate la ginnastica mentale che si deve fare per giustificare questa teoria. Volete sapere esattamente quante specie di transizione sono state trovate per avallare la teoria di Darwin? Ad esempio, si suppone che gli invertebrati si siano trasformati in vertebrati, dopo aver attraversato molti stadi intermedi. La documentazione fossile non documenta tali transizioni. Persino lo stesso Darwin non credeva in questa teoria con lo stesso fervore religioso di oggi, dove per religioso intendo nel senso originario del termine che deriva dal latino religare, che significa unire insieme, vincolare, ovvero uniformarsi, legarsi a una credenza o ideologia.

Se pensate che la dentatura dell’uomo che dispone di canini sia prova del fatto che siamo una specie predisposta per natura a mangiare carne, osservate attentamente i denti di un gorilla, specie erbivora che condivide più del novantotto per cento del nostro corredo genetico.

Infine, l’essere umano possiede senza dubbio un livello di consapevolezza ben superiore a quello degli animali, non sarebbe logico quindi presumere che un essere cosi intellettualmente ed emotivamente superiore, dovrebbe distinguersi dal comportamento animale e adottare comportamenti qualitativamente e moralmente più elevati di quelli di un animale?

Per vostra informazione l’idea che l’uomo sia niente di più che un animale è una delle radici ideologiche del Satanismo. Secondo questa ideologia, l’uomo è indistinguibile dagli altri animali, quindi, è assolutamente naturale e legittimo che si impegni in attività che soddisfi i suoi istinti e bisogni animali. Per i satanisti l’ordine naturale consiste nell’ideologia di uccidere per non essere ucciso, sopravvivenza del più forte e realizzazione degli obbiettivi personali a ogni costo, anche se per raggiungerli si ignorano o calpestano i diritti delle altre persone e degli animali.

Tratto dalle Nove Affermazioni Sataniche incluse nella The Satanic Bible del satanismo Laveyiano:

“Satana rappresenta l’uomo giusto come un altro animale, talvolta migliore, molto spesso peggiore di quelli che camminano a quattro zampe, che, a causa del suo sviluppo divino, spirituale e intellettuale, è diventato l’animale più vizioso di tutti.”

3) Dio ha dato all’uomo il dominio sugli animali e il mondo vegetale

Secondo questa logica esercitata da molte tradizioni religiose, Dio ci ha dato il dominio sulle altre creature di questa terra e, quindi, ciò significa che possiamo trucidare gli animali e le piante e farne ciò che vogliamo. Per capirci meglio, secondo alcuni il comandamento di Dio è di uccidere il più violentemente e abbondantemente possibile fintanto che lo si fa ad altri animali, non agli esseri umani. Gli esseri umani sono la creatura preferita di Dio, mentre le altre creature non hanno importanza. Dato che siamo in Italia, prendiamo a esempio la tradizione cristiana cattolica, dove spesso gli aderenti a questa religione interpretano e usano i passaggi della Bibbia per giustificane le azioni. Premetto che personalmente nutro dei profondi dubbi sulla legittimità della Bibbia come libro inspirato da Dio (in realtà è una raccolta di libri), ma il bello e che se leggiamo, ad esempio, il libro della genesi nella Bibbia, troviamo i seguenti passaggi:

Poi Dio disse: Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. Genesi 1 verso 29

A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde. E così avvenne. Genesi 1 verso 30

Le parole che qui sono state attribuite a Dio, non menzionano affatto il consumo di carne come fonte di nutrimento. Persino agli animali originariamente vengono assegnate soltanto le piante come cibo. In accordo con questi passaggi, gli aderenti alla religione cattolico cristiana non dovrebbero forse astenersi dal consumare carne? Forse è proprio il caso che i cristiani, e non solo, leggano più attentamente quello che c’è scritto nel loro Libro Sacro, e sono sicuro che scoprirebbero molto di più di quello che credono di sapere. La Bibbia, se letta con mente aperta, è un libro davvero affascinante ricco di informazioni incredibilmente preziose per capire la nostra storia.

Marco Valvo

 

 

 

 

 

 

 

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