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Sono Vegano e dovete farvene una ragione

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Sono Vegano e dovete farvene una ragione

Perché sono Vegan e dovete farvene una ragione

L’uomo non è Vegan. Questo deve essere chiaro.

Tuttavia, l’uomo può essere vegan.

Ora ti spiego che cosa ho scoperto durante i miei 14 anni di astensione dalla carne e derivati animali.

La mia conversione è stata molto semplice e diretta.

Marco, con cui collaboro per scrivere il Blog La Strada, mi manda un video su un macello tramite whatsapp. Dopo, non ho avuto il coraggio di mangiare un altro piatto di carne, di qualsiasi animale e provenienza fosse.

Ci ho messo due anni per rinunciare ai formaggi, però sin dall’inizio il mio obiettivo era chiaro: diventare vegano.

Dal mio primo passo a questo blog, sono passati quattordici anni.

E sono ancora vivo.

Incredibile, vero?

Non c’è nulla di incredibile.

Mi sono guardato allo specchio parecchie volte giurando a me stesso che anche se fosse stato pericoloso non avrei mai più osato tornare indietro.

Ho fatto degli errori durante questi anni, lo ammetto. Periodi difficili hanno portato a manchevolezze e distrazioni. Nel 2016 ho comprato un Colmar che conteneva piume di oca…

Distrazione.

Mi piaceva il modello, non ho pensato che un semplice giubbotto potesse contenere parti di un animale.

A parte essere un normale essere umano che fa errori, questi stessi hanno riempito ancora di più la mia motivazione a sostenere la Causa Vegan.

Vegano è quello che vuoi. Chiamalo trend, chiamalo pazzia. Non importa.

Ciò che importa è sapere che spesso è molto più del cibo, poiché la scelta di dire NO a una industria criminale (e sono gentile a usare tale termine), comporta essere a favore di sostenibilità ambientale e contro la tortura animale, sia che questa passi attraverso la vivisezione o il circo. Secondo alcuni recenti sondaggi, in Europa oltre il 70% degli interpellati, tra interviste e firme raccolte, si è schierato a favore di una ricerca scientifica senza l’abuso di animali.

A riguardo, un libro di recente pubblicazione (ancora in edizione inglese), descrive le azioni di alcuni gruppi di attivisti inglesi rivolte a far chiudere aziende che vivisezionavano in modo violento animali esotici e cuccioli di cani e gatti. Ebbene sì, cani e gatti proprio come quelli che abitano le vostre case.

Non si fa. No.

Il libro è stato scritto proprio da uno di questi eroi attivisti, Tom Harris, che hanno rischiato il carcere e anche la vita per salvare moltissimi cuccioli (e specie esotiche) imprigionati ingiustamente e destinati al martirio fino alla morte.

In questi edifici anonimi del terrore, gli animali vengono abusati, torturati ed eviscerati come se fossero pupazzi senza emozioni.

Il dolore è tremendo.

Coloro che si sono infiltrati nelle aziende del terrore, hanno filmato e registrato gli scempi commessi, gli esperimenti e i maltrattamenti, materiale che poi ha portato alla chiusura di molte sperimentazioni.

E per cosa poi?

Per il balsamo dei vostri capelli?

O la crema antirughe che tanto non funziona?

Oppure, vi hanno raccontato che serve per curare il cancro?

Esiste un modo empirico per creare longevità e salute, senza la necessità di sperimentare prodotti chimici e altro su poveri animali senza alcuna colpa.

Nel 2015 ho partecipato a un progetto a doppio cieco su pazienti diabetici di tipo 2 che sono stati sottoposti a due diete molto simili la Golden Diet, o dieta mediterranea, e la MA-PI 2, interamente vegana. La dieta vegana, che era una dieta macrobiotica speciale, ha aiutato i pazienti diabetici a smettere di prendere le loro medicine in meno di un mese.

In altre parti del mondo, quella stessa dieta, chiamata MA-PI 2 e 3, ha aiutato pazienti con altre malattie, dalla malaria al cancro al cervello.

Ma una certa branca della ricerca non è interessata alle diete perché è meglio vendere rimedi, si fanno più soldi. Inoltre, siamo molto più colpevoli noi come individui, che le aziende stesse, poiché accettiamo più volentieri una pillola di una dieta.

Mi sbaglio?

Insomma, torniamo al libro.

Qui trovate storie vere di gruppi di individui che hanno fatto chiudere aziende dell’orrore e contribuito al cambiamento di cui stiamo assistendo recentemente, con le persone che finalmente aprono gli occhi su un meccanismo tanto crudele.

LINK al libro su Amazon Italia (edizione inglese)

Sai, io non riesco a stare di fronte a un trancio di carne e non pensare che da qualche parte migliaia di animali sono spostati su treni o camion per migliaia di miglia, soffocati, assetati, spaventati e malnutriti, per finire la loro unica vita in una pozza di sangue, che è in parte il loro e in parte di coloro passati alla gogna per primi.

Non riesco a restare indifferente. Fa male. Quella carne fa male. Fa male allo spirito e all’ambiente. Fa male persino a guardarla e nell’annusare gli aromi che piacciono tanto.

Il mio patrigno aveva un pollaio di una decina di galline, più il gallo.

Strozzava una gallina ogni 4 o forse 6 mesi, la metteva a testa in giù per far defluire via il sangue. Poi qualcuno la cucinava. Ho visto questa scena per anni.

Quando stavo dagli Elfi, in Italia, presso i loro Eco villaggi, loro usavano uccidere l’agnello una volta all’anno.

Ho altri esempi, e so che non hai colto il punto.

La natura è meravigliosa eppure tanto terrificante.

Io non ho mai giudicato singole situazioni, né lo farò ora, poiché non servirebbe. La macchina delle industrie della carne, del pesce e del latte è un mostro che sacrifica oltre sessanta miliardi di animali all’anno. Anche adesso, mentre leggi queste righe, migliaia di loro muoiono per elettroshock, sgozzamento, sfinimento, per un proiettile, per un bastone o i calci di qualcuno. Ogni dannato secondo questa violenza si ripete, abominevole, ingiusta, demoniaca oltre ogni immaginazione, e non necessaria.

A volte davvero immagino tutto questo, e non comprendo come tanti di voi possano non soffrirne, così da non cambiare.

 


 

Concludiamo con qualche dato.

Da un articolo del web ho estratto questo passaggio, il resto potete trovarlo a questo LINK:

L’umanità consuma ogni anno 360 milioni di tonnellate di carne. Ogni giorno – cioè ogni 24 ore – vengono uccise 1.4 milioni di capre, 1.7 milioni di pecore, 3.8 milioni di maiali, 11.8 milioni di papere (come quelle che ammirate con i vostri figli al giardinetto vicino a casa), 202 milioni di polli ossia 140.000 al minuto, centinaia di milioni di pesci e mammiferi marini, e circa 900.000 mucche. È stato stimato che se ogni mucca macellata per il consumo umano ogni giorno fosse lunga 2 metri e camminassero una dietro l’altra, la fila si estenderebbe per 1800 chilometri, ossia la distanza che c’è tra Amburgo (Germania) e Napoli.”

Ho sentito mille recriminazioni contro i vegani.

L’avocado non è Vegan. Oppure, l’avocado uccide. Le piante soffrono. La soia. Gli insetti e i topi che i vegani apparentemente contribuiscono a uccidere durante i raccolti. E la lista è davvero ampia.

Come dicevo sopra, il significato di essere Vegan ha margini molto larghi.

Ciò che spesso questi presentatori o personaggi famosi dimenticano, è che oggi senza tutti i movimenti vegan, macrobiotici, vegetariani etc., il mondo sarebbe ancora più orrendo.

I movimenti macrobiotici da soli hanno portato alla ribalta i semi antichi (riso e legumi), cereali integrali e vegetali che subito dopo il boom della carne negli anni sessanta/settanta erano scomparsi (porro, verza etc.). E quasi nessuno lo sa.

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Inoltre, sono nati i primi centri biologici. L’agricoltura si è differenziata.

Esistono forme di agricoltura anche più sostenibili rispetto a quella tradizionale e biologica. Possiamo citare: biodinamica, permacultura e, la migliore di tutte, la policoltura MAPI. Questi tipi di agricoltura prevedono alberi e verdure diverse coltivate nello stesso terreno, senza l’uso di sostanze chimiche che andrebbero a finire nei nostri corpi. Il loro impatto ambientale, secondo uno studio, è migliore del 90% rispetto alle due agricolture predominanti, cioè quella tradizionale e la biologica.

Un LINK utile che riassume un convegno riguardante la Policoltura MAPI


 

A coloro che tengono particolarmente a scarafaggi e topi, e se ne sbattono del resto, sappiate che i movimenti per un mondo migliore hanno posto il loro pensiero e la loro azione su un raggio di 360 gradi.

E voi? Quali sono le vostre soluzioni?

Il mio è stato un viaggio incredibile, attraverso questa associazione macrobiotica, anni fa, ho imparato moltissimo su salute e cibo. Qui studiavamo le antiche filosofie orientali, la scienza moderna e come applicare i nuovi e vecchi principi per creare benessere nella comunità. Le scoperte e i risultati sono stati fenomenali.

Lo studio MADIAB, del quale ho accennato sopra a proposito dei pazienti diabetici, è arrivato all’attenzione di ricercatori di tutto il mondo, ed è stato pubblicato su prestigiose riviste scientifiche specializzate.

Purtroppo, le riviste commerciali non ne hanno parlato.

Come vedi, qui sorge un altro problema. Ed è sempre lo stesso problema.

Voi non sapete finché non diventa commerciale.

Sì, esatto. Non… ufficiale, ma commerciale. Ed è ben diverso.

Lo studio MADIAB ha messo una parola fine al diabete di tipo 2 (la dieta in questione esisteva a partire dagli anni Ottanta, ed è ispirata a una dieta precedente che ha circa un secolo, la quale a sua volta era ispirata a una dieta ancora più antica e così via, fino ad arrivare a qualche millennio fa), come altre diete di questo calibro hanno messo fine al problema malaria e cancro.

Ci saranno nuovi articoli di approfondimento a riguardo.

Qui, ci basti dire che quando si prende in giro un movimento in crescita come il Vegan o la macrobiotica, non si tiene in considerazione il più ampio spettro dell’impatto socio-culturale ed ecologico che hanno avuto, apportando benefici alla comunità, e continuando a farlo proponendo continuamente soluzioni e opportunità.

In Italia, da almeno 30 anni, puoi comprare riso, pasta e legumi da semi antichi, ovvero quei semi che sono stati raccolti dai contadini e mantenuti nel tempo senza che un’azienda li alterasse geneticamente o modificasse in diverso modo. La pasta che comprate nei supermercati è stata modificata negli anni 70 (circa), in poche parole vi state mangiando un prodotto non costruito dalla natura, senza contare che proviene da un’agricoltura intensiva che inquina, traduce il grano in farina, e mette a rischio la saluta dei consumatori a causa sostanze pericolose come le micotossine etc.

Insomma, semi come la natura li ha fatti, che crescono senza dover inquinare il terreno con prodotti chimici non salutari.

Mi stupisco ancora che in giro per il mondo, io fatichi a trovare i grani antichi, e il fatto è interessante. Questi semi/prodotti, sono coltivati e trasformati da aziende locali che li distribuiscono in centri specializzati.

Tradotto: un sistema eco sostenibile da adottare.

 

Insomma, quando entriamo nel Vegano, c’è molto più di quello che ignoranti presentatori o personaggi famosi vi propinano per screditare il lavoro di migliaia di persone che hanno combattuto e tutt’oggi combattono per difendere animali, persone, luoghi e terre.

Continua…

Scritto da Marcello

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