The Milk System – un business di propaganda, profitto e bugie

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The Milk System è il titolo di un documentario su Netflix. Mi ha dato lo spunto per scrivere questo articolo, un tema che non esula affatto da quello che è il cuore del Blog La Strada per il Risveglio.

Lo sapevi che un contadino/allevatore al giorno si è suicidato in Francia a causa dei debiti? Già, proprio in Francia che è la prima potenza agricola Europea con un fatturato di miliardi di euro.

“600 allevatori si sono tolti la vita in Francia nel corso del 2015, 500 in Germania, 400 in Belgio.”

Le ragioni sono differenti, ma hanno un sintomo in comune: i costi.

Scopriamo così che un sistema che tortura (nella maggior parte dei casi) le mucche e poi le uccide, costa anche delle vite umane. Succede anche in India e altre parti del mondo.

A settembre, la Commissione europea ha promesso 500 milioni di euro in aiuti per il settore. Ma gli allevatori sollecitano interventi normativi, non sussidi.

Audrey Le Bivic possiede una fattoria in Bretagna con 75 capi: un’attività di famiglia che gestisce da dieci anni.

Oggi, incassa 300 euro per mille litri di latte. Ma sostiene costi di produzione per 345 euro. In sostanza, dice di produrre in perdita. Non solo: con la fine delle quote latte, sarà costretta a produrre di più, per continuare a essere competitivo.(Articolo completo qui)

Qualche anno fa, si era stimato che all’anno venivano prodotti 90 miliardi di litri di latte.

Nel 2018, la FAO, ha dichiarato che la produzione mondiale di latte è arrivata a 843 miliardi di tonnellate. 

Un numero stratosferico se pensiamo che una mucca, per produrre latte, ha bisogno di essere ingravidata. Un altro dato importante, è che se hai creduto che esistano abbastanza tori per il miliardo di bestiame rinchiuso negli allevamenti industriali (intensivi, biologici etc.), forse vivi in un altro mondo o ancora nella fiabe.

Molte delle mucche, probabilmente quasi tutte, vengono ingravidate artificialmente, e per farlo si usa una sonda. Credo che sia facile da immaginare (foto sopra) senza troppe spiegazioni, ma se dovessero servire, ti invito di nuovo a visionare il documentario The Milk System di Netflix.

Facciamo un passo indietro. Ho chiesto a Marco di parlarmi brevemente della mucca secondo le credenze e/o pratiche dell’antica cultura vedica.

“Secondo la tradizione, Krishna, pur essendo di lignaggio del clan dei Pandu di Mathura, fu adottato da una famiglia di pastori di etnia ābhīra, che lo crebbe fino alla maturità, quando il Dio/eroe torna a Mathura per sconfiggere il malvagio Kaṃsa. Qui Krishna trascorre gran parte della sua adolescenza in compagnia di queste stupende creature: le mucche.

Ai tempi di Krishna, la cultura vedica era composta di coltivatori e pastori; esisteva quindi uno stretto legame sia con la natura che con gli animali che ci vivevano. Oggi molte cose sono cambiate (per certi versi peggiorate), ma in passato se arrivava la carestia e si possedevano una o più mucche, le possibilità di sopravvivere aumentavano. Senza mucche in tempi duri si rischiava di morire di fame. Quindi la mucca assumeva un ruolo importante per la famiglia che arrivava a considerarla come una seconda madre. Ad essere precisi la filosofia vedica insegna che ci sono sette madri:

(1) la madre naturale,

(2) la moglie del maestro spirituale,

(3) la moglie di un brahmana,

(4) la regina,

(5) la mucca,

(6) la nutrice e

(7) la terra.

La mucca è una delle sette madri perché ci dà il latte che ci nutre; ne consegue che secondo tale filosofia dobbiamo rispettare tutte le madri. Poiché non uccidiamo né mangiamo nostra madre, non dovremmo uccidere o mangiare la mucca. Uccidere la mucca, con cui spesso si era formato un legame emotivo, per mangiare, era considerato alla stregua del cannibalismo. Gli antichi erano consapevoli, e sufficientemente sensibili, che gli animali, specialmente i mammiferi, avevano emozioni simili a quelle dell’uomo: provano affetto, paura, dolore, tristezza, se il cucciolo appena nato viene allontanato, la mucca letteralmente piange per giorni”.

Oggi, tuttavia, la produzione intensiva di latte industriale, ha visto un’enorme crescita proprio in quei luoghi dove la mucca era più sacra. L’India si è ritrovata ad amare e poi sfruttare una madre che fino a pochi decenni fa era considerata intoccabile (lo è ancora, ma l’industria appanna questo retaggio, purtroppo). Di fatto, insieme a Brasile e Stati Uniti, l’India detiene il podio per il maggior numero di bovini sfruttati per l’industria del latte/carne (trecento milioni).

La Cina sta crescendo. Ha già costruito una delle industrie di latte più grandi del mondo. Ma come è potuto succedere? Come ha potuto un popolo che fino a qualche decennio prima non faceva uso di latte, arrivare a essere uno dei maggiori produttori nel pianeta?

La risposta è: propaganda (marketing), profitto e, naturalmente, bugie.

E’ accaduta la stessa cosa anche in occidente, non temere. Dal dopoguerra (della seconda guerra mondiale), e fino ai giorni nostri, i media, in particolare televisione e radio, hanno creato il mito delle proteine e del benessere, mettendo sul podio il consumo di latte. Perchè il latte fa bene alle ossa, fa crescere ed è nutriente.

Sì, è vero, il latte è nutriente.

Ma è anche vero che il latte di bovino, non è cibo per l’uomo. In un precedente articolo evidenziavo uno dei motivi (clicca qui).

Il mito del calcio è stato ben presto demolito, però la propaganda quasi nazista che è stata fatta sul latte, impedisce ancora di vedere chiaramente la verità.

Di fatto, già nel 2011 le persone che avevano problemi di osteoporosi tra Europa e America del nord, erano più di 75 milioni, e circa il 30% delle donne in post-menopausa ne soffriva. Nel mondo, erano già 200 milioni le persone colpite. Una vera e propria epidemia. Per non andare troppo lontano, i paesi più colpiti dai problemi alle ossa, sono proprio quelli che consumano più latte: Germania, Spagna, Italia, Svezia, Regno Unito Etc.

Ma non doveva fare bene alle ossa il latte?

Come è possibile che un’umanità uscita quasi del tutto indenne da periodi storici di grande fatica, come il medioevo o gli anni biblici dei faraoni, dell’impero romano, sia così a rischio di fratture?

Lo so che qualcuno protesterà.

Ma se il latte doveva renderci più forti, ha fatto l’esatto opposto.

Se apparentemente con il latte abbiamo un beneficio durante la crescita, a lungo andare ciò che ha dato, toglie. Il calcio contenuto nel latte da solo non è in grado di essere ben assorbito dall’organismo, poiché il corpo ha bisogno dell’aiuto di altri elementi per assimilarlo, come il magnesio, che si trova nelle verdure e nel miglio. Di fatti, mangiare miglio con delle verdure verdi, apporta calcio alle ossa. Il latte da solo resta un alimento nutritivo, ma non indispensabile, poiché la sua assunzione richiede uno sforzo eccessivo da parte dell’organismo, che deve consumare i propri minerali per controbilanciare il suo potere acidificante: proprio come accade per i prodotti altamente proteici, che fanno parte di quegli alimenti acidificanti.

L’essere umano per vivere ha bisogno di mantenere il pH del sangue ad un livello leggermente alcalino (7,3-7,4).

Insomma, come siamo arrivati alla CINA?

All’inizio del 1900, si stima che i cinesi erano già 300 milioni. Un popolo di coltivatori. Contadini, insomma. La guerra dei venti anni ha stravolto la faccia della Cina, e oggi ciò che resta dell’antico impero cinese (quello che ha prodotto filosofia e invenzioni di ogni tipo), è un ricordo assai confuso e sbiadito, relegato agli studiosi o ai praticanti di macrobiotica e Qigong.

La Cina dunque è stata ingannata dalla propaganda fatta ad opera di aziende europee e americane, le quali hanno spinto i cinesi a credere (attraverso un marketing mirato) che un maggior consumo di latte li avrebbe fatti crescere in altezza e rinvigoriti.

Forse li farà crescere, ma parliamo sempre di un popolo che di forza non ne ha mai avuto bisogno, basti appunto guardare alla sua storia. I cinesi vi hanno creduto, e adesso sono tra i maggiori consumatori e produttori di latte al mondo.

Uno studio, tuttavia, ha dimostrato che le culture come la Cina, non erano affette da malattie come cancro e diabete, non almeno nella stessa misura della controparte occidentale (America, Europa). Tuttavia, si è visto che quelle generazioni che si sono spostate in occidente, in paesi come l’America, hanno iniziato a soffrire delle loro stesse malattie.

“In 40 anni non è cambiata l’assistenza pediatrica ma è cambiata l’epidemiologia. “Prima i bimbi morivano di malattie infettive, oggi le principali cause di morte sono i tumori e i traumi da incidente stradale. Inoltre – spiega Giovanni Corsello, past president Fiarped – facciamo i conti con nuove emergenze sociali e sanitarie su cui è stato fatto pochissimo.
Abbiamo malattie croniche come asma e diabete in crescita esponenziale”.

Purtroppo, tali studi non sono stati presi abbastanza in considerazione, sebbene siano stati svolti per lungo tempo negli anni passati. Non credo ci voglia un genio per capire che abitudini alimentari sbagliate, comportano un maggior rischio di malattie mortali. E non credo serva un genio per vedere che l’occidente, ogni anno di più, è afflitto da malattie che in epoche passate quasi non esistevano. La Cina era già una popolazione enorme agli inizi del 1900, e non aveva una “cultura” del latte.

Di nuovo, purtroppo, la verità resta incerta, poiché sviata. Ricordo la faccenda dello zucchero bianco, taciuta da scienziati poiché pagati per non rivelare l’effetto nocivo che quell’alimento aveva sul corpo, e tutt’oggi ne consumiamo una quantità tale da rivelarsi pericolosa. Come il latte, anche lo zucchero è tra gli alimenti acidificanti. Gli acidi, per dirla in maniera elementare, consumano le risorse minerali del corpo. E quando questo accade, a lungo andare si creano problemi come insulino-resistenza, fratture, buchi nella ossa, cellule cancerose etc.

Per concludere.

“Il Sistema del Latte” è una industria che non solo sta uccidendo gli animali, la terra e ammalando il mondo, ma (attraverso le regolamentazioni) anche chi lavora nel settore, costringendo gli allevatori alla miseria, al costante debito e talvolta all’unica soluzione che resta: il suicidio.

Forse un giorno, quando qualcuno penserà che sia un business abbastanza promettente, mangeremo anche cani e gatti. Non mi stupirei. La storia dell’India e della Cina mi fa credere che potrebbe succedere. Mai pensare che queste siano popolazioni meno intelligenti, poiché anzi sono tra le più intelligenti.

Cani e gatti, un pò come le mucche, ci hanno accompagnato nel corso dei millenni. All’inizio anche noi li cacciavamo o li mandavamo via quando si avvicinavano ai nostri accampamenti in cerca di cibo. Poi ci sono apparsi come un contorno utile, e li abbiamo usati per la caccia, fino alla compagnia, e oggi li chiamiamo animali domestici. In molte parti del mondo, anche in Italia, anche asini e bovini un tempo erano animali sacri e di compagnia.

Finché non è nato il business moderno.

Quando ci sono di mezzo i soldi, la sacralità e il giusto sono banalità, e sì sa, o almeno è evidente per qualcuno di noi, tutto alla vista di un profitto si trasforma in opportunità.

E dove c’è una opportunità, quasi sempre c’è una menzogna.

Le mucche vengono ingravidate per permettere di produrre latte tutto l’anno, attaccate a tubi e per la maggior parte costrette a vivere tra escrementi e ambienti stretti. Esse potrebbero vivere una vita di 20, forse anche 40 anni, ma non sopravvivono abbastanza perché il sistema industriale le schianta o, se preferisci, le demolisce, mandandole poi al macello nel giro di pochi anni. Una mucca oggi è costretta a produrre più di quel che farebbe normalmente in natura. I vitelli maschi sono quasi sempre destinati al macello, le femmine allevate per diventare mucche da latte. Inoltre, gli allevamenti, ma ne abbiamo discusso in un altro articolo, sono i maggiori responsabili delle emissioni di CO2 che contribuiscono all’innalzamento della temperatura globale (effetto serra etc.).

The Milk System, dunque, è un sistema malato, che continuerà a espandersi, producendo miseria per gli allevatori e le mucche, e grandi profitti per i venditori.

Il latte è un alimento sacro, poiché viene da un animale sacro, buono, che per migliaia di anni ha aiutato le popolazioni a sopravvivere. Oggi è un olocausto, e non andrebbe supportato.

Albert Einstein scrisse: Un essere umano è parte di un tutto che chiamiamo universo, una parte limitata nel tempo e nello spazio. Sperimenta se stesso, i pensieri e le sensazioni come qualcosa di separato dal resto, in quella che è una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è una sorta di prigione che ci limita ai nostri desideri personali e all’affetto per le poche persone che ci sono più vicine. Il nostro compito è quello di liberarci da questa prigione, allargando in centri concentrici la nostra compassione per abbracciare tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua bellezza.

Marcello Iori e Marco Valvo

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